All’interno del maxiemendamento approvato dal Consiglio dei Ministri, riguardante i correttivi richiesti al nostro Paese dall’Unione Europea per far fonte alla crisi e incentivare la crescita, sembra aver trovato spazio anche la banda larga.
Il pacchetto di misure dovrebbe infatti contenere una serie di provvedimenti finalizzati al rilancio di un piano per la diffusione della banda larga nel nostro Paese.
L’intervento dovrebbe assicurare l’azzeramento del digital divide, individuare le modalità di realizzazione degli interventi nelle aree per le quali gli operatori di telecomunicazione non prevedono di assicurare la copertura con le reti di nuova generazione e provvedere alla definizione delle modalità di coinvolgimento degli operatori privati e della Cassa depositi e prestiti.
Si tratta ancora di indiscrezioni e bisognerà aspettare notizie ufficiali per vedere se il progetto andrà in porto. La Presidenza del Consiglio ha infatti comunicato che "eventuali testi in circolazione non corrispondono a quanto esaminato e approvato nel Consiglio dei Ministri appena concluso". Ciò che si sa di per certo, è che il Governo ha approvato un testo contenente "un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l’Europa".
E' quindi doveroso non farsi prendere da facili entusiasmi, anche considerando che nel mese di ottobre, per la diffusione della banda larga, erano state promesse le eccedenze dell’asta delle frequenze pari a 800 milioni di euro. Una promessa disattesa visto che i fondi hanno finito per essere destinati a spese urgenti e indifferibili e all’acquisto Titoli di Stato.
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